Ritrovamenti archeologici “a sorpresa” nel cantiere di Caricamento, Italia Nostra: «Pressappochismo e dilettantismo»

Che l’area fosse zeppa delle vestigia degli antichi moli lo sa chiunque nel 1992 abbia letto un quotidiano o visto la Tv. Per la realizzazione del sottopasso, all’epoca, i manufatti erano stati smontati e le pietre numerate una ad una, salvo poi stoccarle prima nella zona del Lagaccio, poi in Valpolcevera. Per anni sui media hanno tenuto banco le polemiche sull’abbandono, a cui mai nessuno ha messo rimedio. Insomma, che nell’area fosse certo che ci fosse altro non era un mistero. Eppure….

Non era difficile per qualsiasi comune cittadino genovesi, che dire dei progettisti del rifacimento di piazza Caricamento, professionisti del settore? «Della situazione archeologica in piazza Caricamento, si sa tutto dai tempi della realizzazione del sottopasso – scrive l’associazione Italia Nostra -. La zona fu attentamente indagata e rilevata dagli archeologi e i risultati di quella campagna di scavo sono noti a tutti, perché ampiamente documentati e pubblicati. Com’è possibile, dunque, leggere sul Secolo di oggi che “il progetto esecutivo dovrà essere rivisto secondo le indicazioni che darà la Soprintendenza”?».

«Com’è possibile arrivare a un tale livello di progettazione, ad appaltare lavori e a far partire un cantiere di risistemazione della piazza senza che i responsabili dell’intervento sapessero quel che avrebbero trovato sottoterra? – si chiede Italia Nostra -. A quale livello di pressappochismo e dilettantismo siamo arrivati nella progettazione urbanistica di questa città?».

Ora bisognerà capire per quanto tempo si bloccheranno i lavori per realizzare un progetto non graditissimo da tutti e già mutilato delle panchine, previste a profusione nonostante il forte rischio bivacco e gli attuali problemi, che di sera diventano anche di sicurezza, che si presentano anche senza le sedute, tanto che sono previsti presidi di Polizia locale e forze dell’ordine. È come se tutto fosse stato pensato per un posto qualsiasi, senza tenere in alcun conto né la storia né lo stato attuale della città.


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